Impressionismo

Posted by: Antonio Politoin Impressionismo
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Impressionismo

Mentre in Italia, la pittura si rinnova sempre di più, grazie all’ opera, agli ideali ed alle tecniche nuove, portate da tutti quegli Artisti e pittori che aderiscono ai Macchiaioli, in Francia avviene una vera e propria rivoluzione nel campo dell’ arte della pittura, talmente importante e fondamentale, diranno gli esperti e gli storici d’ arte, che da lì in poi, tutto cambierà, e si rinnoverà, stravolgendo tutte le regole ed i canoni tradizionali che si erano seguiti sino a quel momento, e che porterà ulteriori sviluppi anche successivamente, sino ad arrivare all’ arte moderna, e a quella contemporanea.

Impressione_il_levar_del_sole_Claude_Monet_1872

Questo movimento francese così importante è l’  Impressionismo, il quale si sviluppa a partire dai primi anni Sessanta del secolo Ottocento. La prima mostra del gruppo appartenente agli Impressionisti, viene fatta risalire al 1874, ed è stata allestita presso lo studio di un fotografo, il cui nome era Nadar, e proprio in questa “celebre” occasione, che viene coniato il termine “impressionismo”, suggerito dal titolo di un opera intitolata Impressione, Il levar del sole, un quadro ormai diventato celebre, realizzato dal grande Maestro impressionista Monet. (vedi a lato)

Diversi per temperamento, i pittori impressionisti sono uniti dal comune desiderio di rompere con le regole dell’ arte ufficiale, e tutti avranno lo stesso pensiero artistico, che Noi possiamo elencare, nelle seguenti caratteristiche:

Il rifiuto completo dei principi compositivi tradizionali, abolendo l’ uso del disegno e delle rigorose costruzioni prospettiche, sino ad allora molto utilizzate dagli Artisti.

Non vogliono trattare nelle loro opere, soggetti mitologici, storici o religiosi, e non vogliono neanche trattare, di soggetti che raffigurano dei temi politici o sociali, che in quei periodi erano molto cari ai pittori del movimento Realista.

I pittori impressionisti, hanno anche un’altra caratteristica molto importante, che li distingue dagli altri “colleghi”, e cioè vogliono portare il loro “studio” o (Atelier) fuori, nel senso che vogliono realizzare le proprie opere d’ arte, e le proprie “impressioni” all’ aria aperta, o come dicevano Loro (en plein air) così da poter cogliere i vari momenti “magici”, che potevano essere di ispirazione sul posto (naturale), in modo anche, da poter notare i vari cambiamenti di luce e di ombre, insieme ai forti contrasti (vedi Monet), e tutto questo era il contrario di come si dipingeva prima, e cioè sempre in uno studio al chiuso, idealizzando la bellezza e le forme, e riportandoli su di una tela.

I pittori impressionisti, cercano di rappresentare la realtà, così come la vedono, cogliendo solo l’ impressione generale senza soffermarsi più di tanto sui dettagli.
Luce e colore, sono gli strumenti più adatti per esprimere le impressioni, suscitate in ogni artista dall’ osservazione della realtà.
Ogni Artista poi, con le proprie pennellate e col proprio stile, darà un impronta più personale, magari per esempio, pennellate rapide e frantumate, daranno un idea di istantaneità della percezione visiva, e magari i colori chiari e luminosi, non sono mescolati sulla tavolozza, ma vengono accostati direttamente sulla tela.

All’ origine dell’ Impressionismo

Edouard Manet (1832-1883), viene considerato dagli storici d’ arte, come uno dei precursori della rivoluzione impressionista. Le sue opere innovative, per la tecnica e per i contenuti, suscitano in un primo momento, l’ indignazione del pubblico, mentre vengono ammirate da quei giovani pittori, ormai insofferenti di tutte quelle regole imposte negli ambienti Accademici.
La_colazione_sull'_erba_1863_Edouard_ManetPer fare un esempio sull’ indignazione del pubblico francese, possiamo parlare del “famoso” scandalo che suscito nel 1863 un dipinto di Manet, intitolato La colazione sull’ erba (vedi a lato). Lo scandalo fu suscitato sia dalla scabrosità del soggetto, e sia dalle “originali” soluzioni pittoriche.
Questo dipinto che è del 1863 circa, è un olio su tela di 208 per 264 cm. e conservato a Parigi presso il Musée d’ Orsay, raffigura due uomini “moderni”, vestiti secondo la moda del tempo, in compagnia di una donna, totalmente nuda, e qui visto anche il periodo, possiamo capire lo scandalo suscitato da quella “strana” donna nuda. Ma l’ indignazione, fu anche per quanto riguarda la tecnica pittorica, infatti, Manet non usò il disegno preparatorio, e non usò neanche la prospettiva, come era buona regola fare, ed in più, fece uso di larghe zone di colore stese senza chiaroscuro, e lo sfondo fu appena abbozzato, usando uno stile tutto nuovo.

Il paesaggio impressionista

Il paesaggio è uno dei temi preferiti dai pittori impressionisti, i quali cercano di riprodurre sulle loro tele, tutte quelle vibrazioni cromatiche e luministiche, che i loro occhi riescono a percepire, mentre osservano un ambiente, od un paesaggio della Natura. come abbiamo già detto in questo articolo, per percepire e quindi riprodurre, la mutevolezza ed i più piccoli cambiamenti della Natura, in relazione della luce o alle condizioni atmosferiche, famosi pittori impressionisti, come Claude Monet (1840-1926) e Camille Pissarro (1830-1903), decidono di dipingere (en plein air) all’ aria aperta, con rapidi colpi di pennello, riescono a fissare sensazioni ed impressioni fuggevoli e istantanee.

 particolare_di_La_Cattedrale_di_Rouen_armonia_blu,_sole_mattutinoL’ importanza che Monet attribuisce alla luce, è evidente nella famosa serie realizzata tra il 1891 e il 1894 dedicata alla Cattedrale di Rouen (qui a lato, La Cattedrale di Rouen: armonia blu sole mattutino del 1894). L’ artista infatti, raffigura lo stesso soggetto (la Cattedrale) per circa cinquanta volte, in differenti condizioni di luce, in ore diverse ed in stagioni diverse, in modo da riprodurre le diverse impressioni visive. Guardando questi dipinti di Monet, si può notare come le forme dell’ edificio si dissolvono nella luce e nel colore, diventando infine quasi astratte.

In confronto alla pittura di Monet, quella di Pissarro è più costruttiva. Per esempio, nel dipinto Tetti rossi del 1877 (vedi sotto), si può notare come, le vibrazioni luministiche e cromatiche, non dissolvono le forme che conservano un evidente solidità volumetrica.
Osservate anche il rigore geometrico delle case.

Tetti_rossi_1877_Camille_Pissarro

 

 

 

 L’ impressionismo – Scene di vita
Altri due grandi pittori impressionisti che si distinsero in quel periodo di rivoluzione artistica e culturale, sono Pierre-Auguste Renoir (1841-1919) ed Edgar Degas (1834-1917), i quali nelle loro opere, inseriscono molto spesso dei soggetti di vita contemporanea, cercando di catturare gli aspetti più fugaci.
Per quanto riguarda la pittura di Renoir, possiamo dire che evoca tutto un mondo spensierato, ricco di colori e di luci, dove uomini e donne si muovono e vivono gioiosamente.
La_colazione_dei_canottieri_1881_Auguste_RenoirUn esempio di tutto questo, lo possiamo ammirare guardando il quadro intitolato La colazione dei canottieri del 1881 (vedi a lato), dove Renoir descrive una colazione in una veranda, alla quale partecipano giovani uomini e graziose ragazze, che erano tutti amici del grande pittore. La graziosa fanciulla con il cagnolino, è Aline Charigot, che sarebbe diventata poi la moglie di Renoir, mentre il giovane a destra a cavalcioni sulla sedia, è l’ ingegnere navale Caillebotte, uno dei primi sostenitori dell’ impressionismo.
Come tutta la pittura di Renoir, questo quadro e festoso, pieno di gioia di vita, proprio come era il carattere dell’ artista. Dipingere era il suo modo di essere, e poiché la realtà gli presentava un mondo affascinante pieno di luci e di colori, egli fissava sulla tela le impressioni che percepiva, e che erano di un angolo di Parigi, pieno di bellezza e di gioia, come poteva dargli una riunione tra amici, tra bevute e mangiate.

Anche Degas si dedica alla rappresentazione della vita cittadina quotidiana, ma si distingue dagli altri impressionisti perché lavora in studio, e si serve della linea di contorno. Degas sente l’ esigenza di rappresentare il movimento dei corpi nello spazio, ed è per questo che tra i suoi soggetti preferiti ci sono i cavalli da corsa o magari le ballerine di danza classica, come possiamo vedere in un suo celebre dipinto a pastelli del 1877, intitolato Finale di un arabesco (vedi sotto), collocato a Parigi presso il Musee d’ Orsay.

Finale_di_un_arabesco_1877_Edgar_Degas

This entry was posted on mercoledì, dicembre 16th, 2009 at 23:07 and is filed under Impressionismo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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