Bentornato…

Posted by: Antonio Politoin Personale 2008
13
nov
Bentornato… di Valerio Schiavone.
 
Antonio Polito, oltre che collega, è un carissimo amico da sempre.. sin da ragazzi siamo cresciuti in un clima culturale quasi con gli stessi principi artistici.Anche se a volte ci sono state piccole divergenze di opinioni e punti di vista,in noi non son venuti mai meno la profonda stima e rispetto che abbiamo l’uno per l’altro.
 
E’ un Artista dai svariati risvolti… sempre pronto a nuovi esperimenti tecnici,per cercare di superare il dualismo del concetto dell’arte:classico-moderna,che in lui diventa quasi come uno stimolo ma contemporaneamente anche un freno che si divincola e sfreccia ora..con produzioni di opere che toccano le vette alte del sintetismo  formale e coloristico,(senza mai abbandonare o stilizzare la forma reale dell’oggetto ..che è il vero problema di fondo in Antonio); ora con rappresentazioni che toccano e ricercano quella perfezione minuziosa tipica del realismo,(a volte un po’ idealizzato),con punte di iperrealismo.
 
Nelle sue opere “non vuole” abbandonare ciò che, con tenacia e sofferenza,ha conquistato e cioè quella perfezione tecnica  del mondo classico che va da Leonardo,Raffaello a Michelangelo.. per quanto riguarda la forma;mentre per quanto riguarda la concezione moderna del colore e anche del tocco che, per la scelta dei soggetti paesaggistici di visione tranquilla,lo si può collocare nella scia rappresentativa romantica ,del fine ’800, di Constable,Corot  ecc. per poi sfociare gradatamente, per la purezza, luminosità e conoscenza del colore, nell’impressionismo.
 
Per quel suo minuzioso ricercare dei particolari con estrema meticolosità esecutiva e da una quasi ossessiva precisione dei dettagli lo si può includere tranquillamente nella sfera dell’arte nordica fiamminga quattrocentesca di Jan Van Eyck,(vedi riproduzione:”L’uomo dal turbante”…e seicentesca di Jan Vermeer,che Antonio Polito in una sua opera,(vedi “natura morta con brocca”)non a caso,ha voluto fare omaggio a Jan Vermeer riproducendo, in un particolare ,a sinistra del dipinto in formato cartolina,”la ragazza col turbante”.
 
I temi trattati nelle sue opere hanno del quotidiano,oggetti comuni,fiori,paesaggi,ritratti.. tutto ciò che lo circonda senza cadere nel tortuoso contenutismo,vincolante e dissacratorio ma solo estetica: forma,colore ed espressione al di sopra di concetti politici e filosofici, pur sapendo di vivere in un mondo particolarmente politicizzato e dove ogni espressione artistica potrebbe subire o essere vittima di speculazioni ideologiche.
Le opere di Antonio Polito vanno al di sopra di tutto ciò e lavora con serietà e convinzione nel concetto profondo di “fare Arte per l’Arte” con spontaneità…
Anche quando riproduce particolari di opere di grandi artisti.. e che nell’interpretazione potrebbero apparire carichi di nuovi ed emblematici significati ..per Antonio Polito rimane solo un pretesto fine a sè stesso,che trova radici nel fare omaggio con umiltà e rispetto ai grandi maestri del passato:forse ci vuole comunicare le sue conoscenze o comunque le sue origini formative .
 
Oltre alla natura, che lo circonda, il suo sguardo è rivolto anche alle tradizioni e superstizioni ambientali… lo si può capire guardando l’opera intitolata ”L’uru” ( folletto tipico della tradizione salentina) in cui ,Antonio Polito si è autoraffigurato e questo vuol significare metaforicamente.. che ognuno di noi è come un pezzo di storia,di tradizione, di mentalità che ci portiamo appresso nel tempo, e che tramandiamo di generazione in generazione ,come un documento culturale, nel rispetto delle nostre radici al di là di ogni aspetto critico,cinico ed esistenziale del passato.
 
Antonio Polito è un Artista-Uomo dall’animo molto sensibile e molto legato alla famiglia e questo lo si può notare dai diversi ritratti eseguiti con tanta cura e amore dei suoi cari:suo padre,sua madre,sua moglie e i suoi figli.
 
Il concentrato sintetico della sua cultura della sua conoscenza,che è anche segno della sua modernità,è racchiuso in una semplice esigenza formale, (campitura), se vogliamo quasi astratta,libera, decorativa e spaziale ,che  possiamo osservare spesso nello sfondo delle sue opere,come un tassello di mosaico che ha in sé l’evoluzione sistematica dell’espressione artistica nel tempo e che mette in relazione due entità diverse e contrapposte quale elemento risolutivo della  modernità di Antonio Polito.
Non è come la macchia dei macchiaiuoli che era la trama e la tessitura tecnica della costruzione del dipinto stesso ..ma in Antonio Polito viene inserita nello sfondo senza intaccare la forma degli oggetti,quasi come un elemento di congiunzione,di tentazione, quasi di un conflitto o un compromesso interiore tra il voler essere “moderno”e la propria personale classicità ..che non ha mai voluto nè sentito di abbandonare.
Quindi la macchia (o le macchie) nello sfondo è il volersi astrarre da una certa realtà,non certo per paura di affrontarla e questo Antonio Polito ce lo dimostra col suo realismo che è sempre attento a volte quasi sfizioso,ma di evidenziare in un determinato punto di un’opera ,preferibilmente nello sfondo,tutta sua modernità,tutto il suo sapere che racchiude in sé,sinteticamente,tutta la storia della pittura,come un concentrato culturale che va dalle Pitture Rupestri del Paleolitico,alla Pittura Compendiaria Cristiana e Romana a quella dei pittori veneziani del ‘700 (Piazzetta,Canaletto ecc. )per poi continuare fino all’ astrattismo Kandinskijano dove la forma diventa colore che è la stessa forma che, nell’opera di Antonio Polito,però assume un valore nuovo: decorazione storica,concentrato di conoscenza e conciliazione espressiva di generi di tempo e di spazio.
 
Egli ci vuole comunicare che alla base delle sue opere c’è la conoscenza,la cultura il sapere e soprattutto una presa di posizione chiara e ferma che ..la forma rimane forma inscindibile  e che è solo attraverso la resa della tecnica coloristica che un artista possa essere definito moderno pur con la propria “classicità”.
E pensare che in passato (forse una ventina d’anni fa )Antonio Polito aveva completamente abbandonato la pittura e tutto faceva presupporre che avesse esaurito la sua vena artistica….
Invece un bel giorno del 2005, trovandoci per caso,dopo tanto tempo, in un supermercato (c’eravamo persi di vista per motivi di lavoro),mi disse che aveva ripreso da poco a dipingere e mi invitò, molto gentilmente, a casa sua per avere un mio parere sui suoi lavori..
Appena vidi le sue meravigliose opere.. in un attimo capìì che era tornato, alla grande, l’Antonio Polito di sempre e che non avrebbe potuto frenare quel magma creativo,che è alla base dei grandi artisti e che è qualcosa di interiore, imprevedibile e irrefrenabile,che già da tempo  pullulava dentro sé ..
questo magma creativo, in Antonio, è uscito   prepotentemente come in un vulcano e ci ha deliziato con la sua ottima e nuova produzione artistica,rigenerata attraverso il filtro del buon gusto,dell’intelligenza,della meditazione,della conoscenza e soprattutto dall’immenso amore che ha per l’arte.
Bentornato Antonio!
Auguri dal tuo carissimo amico nonché collega…. 
Valerio Schiavone
This entry was posted on venerdì, novembre 13th, 2009 at 22:25 and is filed under Personale 2008. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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