Il Mondo sereno di Antonio Polito

Posted by: Antonio Politoin Personale 2008
13
nov

 Il  Mondo sereno di Antonio Polito

E’ con vero piacere che mi accingo a tessere una presentazione alla mostra che Antonio Polito ha deciso di organizzare per esporre le sue ultime opere pittoriche.

Lo conosco da tanti anni ed in tanti anni ho saputo apprezzare l’impegno sempre costante e paziente nell’avvicinarsi all’interpretazione del mondo che ci circonda, con l’ansia ed il “pathos” di rendersi il fedele lettore del nostro paesaggio ed il curioso analizzatore delle piccole cose del mondo casalingo. 

 

L’ho sempre ammirato per quella sua esplicita rinunzia a farsi influenzare dalle effimere mode estetiche, rifiutandosi di sostituire il suo linguaggio artistico, spontaneo e puro, per rispettare il bisogno interiore di mantenere vivo il rapporto sentimentale tra lui e la natura, tra il suo sogno e la realtà, e non appiattirlo con forzature intellettuali, e conservare la forza e la comunicabilità con un dialogo genuino, che non ha voluto ridurre, come molti fanno, ad uno sterile monologo che, tra l’altro, avrebbe coinvolto ben pochi inconsapevoli interlocutori.
Certo è che Antonio Polito nella sua lunga militanza pittorica ha avuto il coraggio della scelta più dichiaratamente difficile per illustrare il rapporto natura-immagine imponendosi una interpretazione resa senza antefatti preconcetti, con gli esiti più immediati da concludere con una comunicazione sensoriale, viva e partecipativa .
Ha scelto prevalentemente l’uso della difficile tecnica della pittura a olio, in semplicità e purezza ma con la sapienza del raffinato cultore dei colori, prediligendo di ritrarre le campagne salentine (quelle intorno a Campi Salentina) disponendosi con umiltà a trasferire sul piccolo spazio di una tela l’immensità degli spazi, l’atmosfera silenziosa, e la speranza di un universo autentico e non inquinato dal frastuono, anche estetico di modernità e brutture.
Antonio Polito perciò ha scelto con intelligenza il linguaggio della (apparente) semplicità stilistica per una coerenza culturale rara in questi tempi, e lo ha fatto perché crede nell’antica e non desueta saggezza dell’uomo d’Arte che “parla e si esprime” nelle forme e nelle cromie più vicine alle ritualità collettive.
Lui si pone, così, al centro della cultura popolare e la sua “umiltà” del suo legame con la realtà del mondo salentino rappresenta il vero collante per comprendere le atmosfere rarefatte degli infiniti paesaggi.
In realtà Antonio Polito realizza una magica operazione di memoria visiva che va dal coinvolgimento psicologico personale alla percezione più sensuale per fare rivivere la simbolica avventura di una esperienza a ritroso nel tempo. Si tratta del frutto visivo di una cultura tramandata da generazione in generazione, rivitalizzata oggi in funzione della tutela e rispetto dell’ambiente e della sua storia per restituire un sentimento d’identità e continuità alla terra degli avi, attraverso i costumi, le leggende, i sapori, il lavoro nei campi e l’uomo che la popola. Le sue tele ispirate perciò al territorio e al piccolo mondo che anima il nostro ambiente sono non solo il risultato di un percorso di ricordi ed impressioni ancestrali, ma sono le luminose immagini della nostra terra ampia, spaziosa, libera, così come l’hanno vissuta i nostri nonni. Le lunghe spaziature di colori, tenui e macchiati da traiettorie più chiare, il cielo terso e trasparente sono gli elementi essenziali che si coniugano sulla tela con artificio raffinato, per divenire un reale punto di riferimento per rafforzare la nostra convinzione che l’arte deve tornare alle sue origini di purezza e comunicabilità perché possa svolgere in questa società anche una funzione educativa e poetica più vicina ai sentimenti dell’uomo.
Sono convinto che di fronte alle insopportabili stesure di colori impuri e di immagini noiosamente ripetute viste negli ultimi anni, si sente il bisogno di lasciarsi affascinare dalla dignità pittorica delle splendide suggestioni cromatiche di Antonio Polito. Se non altro per continuare a coltivare quel filo di speranza per il ritorno alla cultura della Bellezza e della vera Arte.
Alfredo Calabrese
This entry was posted on venerdì, novembre 13th, 2009 at 22:17 and is filed under Personale 2008. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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